Anisakis, come prevenire i parassiti del pesce, il nostro intervento a Tele Club Italia

anisakis come prevenire i parassiti del pesce

Il pesce crudo per molti è davvero una primizia, ma i rischi per la salute sono davvero così alti? Cosa attenta alla nostra salute? Cosa possiamo fare per evitare di essere “infestati”? La prima cosa è informarsi, ecco il perché di questo articolo.
Il consumo di pesce non fresco o conservato male può portare a più di un semplice mal di stomaco, molti tipi di pesce sono perfetti incubatori di un parassita che può portare ad occlusioni intestinali finanche alla Peritonite, il suo nome è Anisakis.
L’anisakidosi, o malattia del “verme delle aringhe”, viene causata dal parassita che annidatosi nelle fibre del pesce viene ingerito.
Questo si aggrappa alle pareti intestinali, causando talvolta più di qualche problema.

Sulle metodologie per prevenire i parassiti del pesce crudo o mal conservato, siamo stati intervistati recentemente dall’emittente Tele Club Italia   trattando l’argomento sicurezza legata al consumo di pesce crudo, tema molto sensibile agli amanti del Sushi, e forse, ancor più a noi Napoletani che da secoli siamo soliti consumare pesce crudo o marinato. Qui puoi rivedere il video integrale del nostro intervento.

Cos’è l’Anisakis e dove lo si può trovare?

 

L’anisakis è un animale, non un batterio o un virus.
Classificato come parassita, ha un suo ciclo di vita e riproduzione, infetta i pesci e nascosto nelle feci viene espulso ed assorbito da altri esemplari.
Viene potenzialmente ingerito consumando Pesce crudo, penetrato all’interno dell’organismo le larve invadono l’apparato digerente.
Prima attenzione va quindi ad una celere eviscerazione e pulizia del pesce per scongiurare tale pericolo.

I pesci potenzialmente infestabili da questo parassita sono:

Merluzzo
Alici e Acciughe
Clamari
Salmone
Pesce Spada
Aringhe
Lampugna
Sardine
Pesce Sciabola
Sgombro
Ricciola
Branzino e Spigola
Nasello

Anisakis come prevenire i parassiti del pesce, effetti e sintomi

 

Pesci d’acqua dolce, crostacei (tranne l’Euphasia) e i molluschi come Cozze, Vongole ed Ostriche non possono essere contaminate dal parassita.
Ingerendo pesce infestato in molti casi il parassita transita in maniera asintomatica nell’intestino senza riuscirvi a stabilizzarvisi, in altri casi invece il parassita può restare nell’intestino creando infiammazioni e successivamente viene espulso. In rari casi il parassita riesce a perforare le pareti intestinali procurando nel peggiore dei casi una Peritonite. L’ anisakidosi non può essere trasmessa tra gli esseri umani.
La diagnosi avviene espellendo alcuni parassiti con la tosse, in altri casi è necessario l’endoscopio o una radiogarfia con contrasto.
Per scoprire il parassita, inoltre, è stato messo a punto un test allergologico RAST, non ancora in commercio.

Il ristorante Giapponese di Napoli ‘Osushi a garanzia del pescato fresco per i propri clienti

 

La normativa europea CE 853/2004 approvata dal parlamento europeo raccomanda il congelamento dei prodotti ittici a -20 °C per almeno 24 ore e prevede l’ispezione a campione dei prodotti ittici, tale normativa impone ai ristoratori che servono pesce crudo di abbattere lo stesso seguendo un ciclo di congelamento sotto i -20° per almeno 96 ore.
Un abbattimento come quello che svolgiamo noi di ‘Osushi, a temperature inferiori ai -50° per 10/12 ore grazie ad abbattitori professionali di ultima generazione, è quindi più breve ma egualmente efficace.
Le temperature molto inferiori aiutano a conservare gusto, fragranza e proprietà nutritivo-organolettiche del pescato, aspetti molto importanti per noi.

Consigli per la preparazione del pescato crudo a casa

 

Un metodo sicuramente efficiente per scongiurare un infestazione è ovviamente la cottura del pesce, bisogna però sapere che l’Anisakis muore a 63 gradi. Contrariamente alle credenze popolari, la marinatura delle fibre non è una soluzione che bonifica il pesce, aceto e limone non uccidono i parassiti eventualmente presenti, Alici marinate, Chevice e altri piatti non sono quindi pietanze sempre sicure. Se disponete a Casa di freezer che raggiungono i -20° potrete con certezza bonificarlo congelandolo per 96 h (minimo 24h), se avete freezer più potenti che arrivano ai -40° invece potete pensare di diminuire i tempi.
Attenzione: la fase di Decongelamento deve avvenire in maniera controllata e senza sbalzi di calore.

 

 

 

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